Una dimora di fine ottocento in stile eclettico, adagiata nel verde delle colline laziali presso la città di Cave, accoglie gli ospiti in un clima denso di testimonianze storiche e raffinato, dove il calore degli ambienti si amalgama alla ricercatezza del particolare, in un dialogo ininterrotto con li paesaggio naturale circostante.
La proprietà posta a ridosso dell’area urbana, è composta da una villa padronale di 600mq distribuiti su tre piani, perfettamente restaurata e situata in zona collinare panoramica a 40 km da Roma, nella quale il rispetto della natura originaria si coniuga armoniosamente alla qualità dei servizi. Essa comprende inoltre casali e annessi rurali, sala hobby, orangerie e una scenografica piscina con scala romana, all’interno di un parco di otto ettari, tutti godibili.
La villa padronale è stata recentemente sottoposta ad un accurato restauro, parzialmente ristrutturata, dotata di ogni confort ed oltre 6 stanze con bagno privato, una delle quali, al piano terra, attrezzata per disabili e con ingresso indipendente, per un totale di 13 posti letto. Possiede inoltre una sala interna ed una dépandance idonee ad accogliere eventi.
Materiali naturali quali la pietra, il legno, la terracotta e il vetro, tessono la trama dell’armonia degli elementi, in un crescendo che parte dagli interni affrescati, con pavimenti in cotto e maiolica, camini in pietra, soffitti in travi di legno e arredi d’epoca, ed arriva al giardino all’italiana, dove alberi secolari, ulivi, piante di agrumi e aiuole fiorite sono godibili anche nella stagione invernale attraverso percorsi protetti da vetrate e dove le aree di sosta nel verde si alternano a brevi percorsi in direzione della piscina o degli ambienti dedicati al relax.

 

 

Il giardino, che da accesso alla proprietà attraverso un viale di tuje, con siepi e grandi spazi per il parcheggio, si apre a valle sul resto della tenuta di ottantamila metri quadrati, dove la maggior parte è ricoperta da boschi e percorsi interamente fruibili, e idonei a praticare il fitwalking ed anche i “bagni nei boschi” Shinrin-yoku a scopo terapeutico (Aaron Michelfelde professore di medicina familiare alla Loyola University) in quanto le piante emettono i phytoncidi.
Inoltre, attraverso un percorso naturalistico protetto, è possibile osservare la coltivazione e la fauna, visitare l’orangerie, gli impianti di energia rinnovabile, i caratteristici annessi rurali e le numerose grotte scavate nel tufo, utilizzate come rifugi durante la seconda guerra mondiale, tra ulivi, alberi da frutto, boschi di castagni, prati e sentieri che invitano a momenti rigeneranti nella tranquillità del verde, che avvolge lo sguardo senza soluzione di continuità, lasciando scorgere in lontananza la meraviglia della corona dei monti e delle pianure del paesaggio laziale che va dai confini dell’Abbruzzo al mare.

Un’edicola, un sacello, una cappellina cristiana con immagine sacra, segno di uno spazio prezioso, posto all’ingresso del complesso ricettivo, considerata anche la bellezza e il valore di questa umile e delicata costruzione, permette di officiare cerimonie nuziali battesimali e altre. Attraverso l’umanizzazione di questo intorno e la presenza dei simboli, la memoria collettiva e del singolo si rafforza, se alimentata dai riti.
Prima, al di fuori, era territorio selvaggio una zona dove si generavano e albergavano energie negative che però l’uomo ha esorcizzato rimodellandolo simbolicamente e trasformandolo in un spazio protettivo e rassicurante quale oggi. (La presenza dei segni sacri aiuta l’uomo a superare le paure e le avversità della vita) “A Maria SS della pietà dedicarono il 15 settembre del 1953, festività dell’addolorata memori dell’eterno patrocinio ed auspicio di nuovi celesti favori a difesa della verità contro l’errore”.

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